Glossario

AGPL-3.0 (GNU Affero General Public License versione 3.0). Licenza per software libero pubblicata dalla Free Software Foundation nel 2007. Estende i principi della GNU General Public License al contesto dei servizi di rete: chiunque offra agli utenti l’accesso a un software rilasciato sotto questa licenza tramite rete è tenuto a rendere disponibile il codice sorgente, anche in assenza di distribuzione in senso stretto. Chiude così la cosiddetta ASP loophole, ovvero la possibilità di utilizzare software libero in servizi web proprietari senza obbligo di condivisione delle modifiche.

Creative Commons Sistema di licenze standardizzate che consente agli autori di opere creative (testi, immagini, musica, video) di condividere il proprio lavoro specificando le condizioni d’uso. Le licenze Creative Commons si articolano in combinazioni di quattro elementi: attribuzione (BY), che obbliga a citare l’autore originale; uso non commerciale (NC); non opere derivate (ND); e condivisione allo stesso modo (SA), che impone di distribuire le opere derivate con la medesima licenza. Sviluppato dall’omonima organizzazione no-profit fondata da Lawrence Lessig nel 2001, il sistema Creative Commons rappresenta un’alternativa al copyright tradizionale pensata per favorire la circolazione della cultura e della conoscenza. 

CSS (Cascading Style Sheets). Linguaggio di stile utilizzato per definire la presentazione visiva di documenti HTML. Consente di separare il contenuto dalla forma, controllando tipografia, colori, layout e animazioni. Fondamentale nello sviluppo web front-end. 124 debug Processo di identificazione e correzione di errori (bug) in un programma o sistema informatico. Comprende l’analisi del codice, l’uso di strumenti specializzati (debugger) e la verifica del comportamento del software in esecuzione. 

GDPR Acronimo di General Data Protection Regulation (Regolamento UE 2016/679), è la normativa dell’Unione Europea che disciplina la protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali e alla libera circolazione di tali dati. Il
regolamento impone obblighi rigorosi a chiunque tratti informazioni relative a individui residenti nell’UE, basandosi sui principi di trasparenza, limitazione della finalità, minimizzazione dei dati e protezione dell’integrità e riservatezza. Il GDPR conferisce
agli interessati diritti fondamentali, come il diritto di accesso, di rettifica, di cancellazione e di portabilità dei propri dati. 

GNU General Public License Licenza per software libero elaborata da Richard Stallman e pubblicata dalla Free Software Foundation a partire dal 1989. Garantisce agli utenti la libertà di eseguire, studiare, modificare e redistribuire il software, a condizione che
le versioni derivate siano distribuite sotto la medesima licenza (principio del copyleft). È la licenza più diffusa nell’ecosistema del software libero e open source. 

HTML (HyperText Markup Language). Linguaggio di marcatura standard per la strutturazione di documenti web. Attraverso un sistema di tag annidati definisce la struttura semantica del contenuto – titoli, paragrafi, collegamenti, immagini – indipendentemente dalla sua presentazione visiva, affidata invece ai fogli di stile
CSS. 

JavaScript Linguaggio di programmazione interpretato, dinamico e orientato agli oggetti, nato per l’interattività nei browser web. Oggi impiegato anche lato server (Node.js) e nello sviluppo di applicazioni desktop. Insieme a HTML e CSS costituisce la triade fondamentale delle tecnologie web. 

JSON (JavaScript Object Notation). Formato leggero per lo scambio di dati strutturati, basato su una sintassi derivata dal linguaggio JavaScript ma indipendente da esso. Organizza le informazioni in coppie chiave-valore e array annidati, risultando leggibile sia dalle macchine che dagli esseri umani. Ampiamente utilizzato nelle API web per la trasmissione di dati tra client e server.

LLM (Large Language Model). Modello linguistico di grandi dimensioni addestrato su vasti corpus testuali. Alla base di sistemi come ChatGPT, Claude e Gemini. Capace di generare testo coerente e rispondere a domande complesse, ma privo di comprensione
semantica in senso proprio e soggetto ad allucinazioni. 

markup Sistema di annotazione testuale che utilizza tag o marcatori per definire la struttura, il significato o la presentazione di un documento. I principali linguaggi di markup sono HTML (per il web), XML (per lo scambio di dati) e LaTeX (per la composizione tipografica). 

open source Termine che indica un software il cui codice sorgente è reso pubblicamente disponibile, consultabile e modificabile da chiunque. Un programma open source può essere liberamente studiato, adattato alle proprie esigenze e ridistribuito, anche in versioni modificate, nel rispetto della licenza con cui è di-
stribuito. Il movimento open source si fonda sul principio che la condivisione del codice favorisca la qualità del software, la sicurezza e l’innovazione collettiva. 

org-mode Modalità dell’editor GNU Emacs, sviluppata da Carsten Dominik a partire dal 2003, che combina in un unico ambiente di testo semplice funzionalità di gestione delle attività, presa di note, pianificazione e pubblicazione di documenti. Basata su una sintassi di marcatura leggera, consente di esportare i contenuti in numerosi formati (HTML, PDF, LaTeX) e di eseguire blocchi di codice incorporati nel documento.

Personal Knowledge Management L’insieme di pratiche, strumenti e strategie attraverso cui una persona raccoglie, organizza, elabora e riutilizza le informazioni per trasformarle in conoscenza significativa e operativa nel proprio contesto di vita, studio o
lavoro. 

plugin Componente software modulare progettato per estendere le funzionalità di un’applicazione principale senza modificarne il codice sorgente. Il plugin si integra nell’applicazione attraverso interfacce predefinite, aggiungendo funzioni specifiche che non erano originariamente previste o che si preferisce mantenere separate dal nucleo del programma. Questa architettura consente di personalizzare e ampliare le capacità di un software in modo flessibile, permettendo agli sviluppatori di distribuire estensioni in modo indipendente e agli utenti di installarle o rimuoverle secondo le proprie esigenze.

prompt Istruzione o insieme di istruzioni testuali fornite a un sistema di intelligenza artificiale per orientarne la risposta. La qualità del prompt influisce significativamente sulla pertinenza e sull’accuratezza dell’output generato. La disciplina che studia la
formulazione ottimale dei prompt è detta prompt engineering.

rendering Processo attraverso cui un browser o un altro software interpreta il codice sorgente di una pagina (HTML, CSS, JavaScript) e lo trasforma in una rappresentazione visiva fruibile dall’utente. Il termine è usato anche, più in generale, per indicare la conversione di qualsiasi formato strutturato in un output visivo o
multimediale. 

SEO (Search Engine Optimization). Insieme di tecniche volte a miglio rare la visibilità di un sito web nei risultati organici dei motori di ricerca. Comprende interventi sulla struttura del codice, sulla qualità e pertinenza dei contenuti, sulla rete di collegamenti in entrata e sull’esperienza utente. Distinta dalla pubblicità a paga mento sui motori di ricerca, mira a un posizionamento duraturo ottenuto senza acquisto diretto di spazi. 

wiki Sito web il cui contenuto può essere creato e modificato collettivamente dagli utenti attraverso il browser, senza necessità di competenze tecniche particolari. Il termine, coniato da Ward Cunningham nel 1995, deriva dall’hawaiano wiki wiki (veloce). L’esempio più noto è Wikipedia, ma la tecnologia wiki è largamente impiegata anche per documentazione tecnica, knowledge base aziendali e ambienti di apprendimento collaborativo.

word processor Programma per la scrittura e la formattazione di documenti testuali. A differenza di un editor di testo semplice, un word processor consente di definire direttamente l’aspetto visivo del documento durante la scrittura: tipo e dimensione del carattere, interlinea, margini, intestazioni, tabelle e immagini. I word processor più diffusi sono Microsoft Word, LibreOffice Writer e Google Docs. Il loro approccio è definito WYSIWYG (What You See Is What You Get)(vedi voce): ciò che appare sullo schermo corrisponde al risultato finale stampato o esportato. Questo modello, in cui contenuto e forma sono inseparabili durante la scrittura, si contrappone a quello dei linguaggi di marcatura come il Markdown o LaTeX.

WYSIWYG Acronimo dell’inglese What You See Is What You Get (Quello che vedi è quello che ottieni). Indica un’interfaccia di editing in cui il contenuto appare durante la scrittura già nella forma che avrà nel documento finale, senza che l’utente debba conoscere o visualizzare il codice di formattazione sottostante. Gli editor WYSIWYG si contrappongono agli editor che mostrano la sintassi grezza – come i tag HTML o la sintassi Markdown – richiedendo all’utente di immaginare mentalmente il risultato finale.