Kialo-Edu

Un social network per il pensiero critico

Kialo (https://www.kialo.com) è una piattaforma online creata nel 2017 de Errikos Pitsos, laureato alla London School of Economics and Political Science, che permette agli utenti di analizzare un’affermazione centrale (la tesi) e di sviluppare una rete di ragioni pro e contro, disposte in modo gerarchico e facilmente navigabile. Ogni ragione può essere supportata o confutata da altre ragioni, creando una struttura ad albero che aiuta a visualizzare la logica e le connessioni tra le idee. La piattaforma è pensata per mantenere il confronto ordinato, collaborativo e focalizzato sui contenuti, evitando le derive polemiche tipiche dei social network.

Kialo-Edu (https://www.kialo-edu.com) è la versione educativa di Kialo, sviluppata appositamente per l’uso in contesti scolastici e universitari. Offre agli insegnanti un ambiente sicuro e controllato dove gli studenti possono esercitarsi nel costruire e valutare ragioni, partecipare a discussioni strutturate, analizzare testi o prepararsi a dibattiti.

Kialo-Edu è una piattaforma proprietaria (non quindi open source*) sviluppata da un’organizzazione non profit con una specifica missione educativa e un modello fortemente incentrato sulla privacy e sull’etica dei dati. L’organizzazione ha sede in Germania e rispetta rigorosamente il GDPR*, oltre a essere conforme ad altre normative internazionali sulla privacy degli studenti.

Guida essenziale

Dopo essersi registrati è possibile esplorare una discussione di esempio in inglese. Il tema è: "I giovani dovrebbero essere obbligati a svolgere un anno di servizio nazionale." La discussione si presenta come nella figura 1.

Figura 1

I cerchi concentrici raffigurano in modo sintetico ed efficace lo sviluppo della discussione: nel primo cerchio sono incluse le prime ragioni a favore (verdi) e contrarie (rosse), nel secondo cerchio le prime obiezioni e così via.

È possibile impostare una diversa visualizzazione abilitando la navigazione ramificata. Si ottiene la schermata della figura 2.

Figura 2

Gli studenti, individuati con il loro nome (Kourtney, Billie, Hayes ecc.) hanno inserito le loro ragioni a favore o contro. Il docente è intervenuto, nell’area in basso. Clicchiamo sul primo commento a sinistra, quello di Kourtney. Si apre la finestra della figura 3.

Figura 3

Il docente può commentare la ragione dello studente (in questo caso osservando che la ragione è interessante, ma notando un errore di battitura) e dare ad essa un voto (in questo caso 4 su 5).

Per restituire un feedback e assegnare un voto occorre cliccare sull’icona del cappello accademico, in alto a destra, ed entrare nella la finestra della figura 4.

Figura 4

Cliccando sull’icona con la matita, accanto a quella con il cappello accademico, abbiamo la possibilità di editare il claim, in questo caso l'argomento dello studente. La piattaforma mostra anche le possibili ragioni duplicate (duplicate claims). Questa lista compare anche in fase di scrittura della ragione, e serve ad avvisare lo studente che quello che sta scrivendo è già stato detto da altri.

Se clicchiamo ancora sull’icona con il callout, a destra dell’icona con il cappello accademico, si apre la finestra della figura 5.

Figura 5

Abbiamo qui quattro icone. La prima a sinistra (ancora un callout) mostra i commenti e le diverse modifiche fatte nel tempo, mentre l’icona accanto consente nuovamente di visualizzare le ragioni duplicate. L’icona con la bandierina permette di contrassegnare la ragione come necessaria di revisione da parte dello studente, per una delle seguenti ragioni:

Unsupported: La ragione non è supportata (senza spiegazione, senza dati, senza esempi).
Not a claim: Quella dello studente non è una vera ragione.
Unclear: La ragione è poco chiara.
Vulgar/Abusive: La ragione è espressa in modo inaccettabile.
Duplicate claim: La ragione è uguale a una espressa già da qualche altro studente.
Unrelates: La ragione non è legata a ciò di cui si sta discutendo.
Move elsewhere: La ragione va spostata in un’altra parte della discussione. Le ragioni possono essere spostate semplicemente trascinandole nella nuova destinazione.
More than one claim: In ciò che ha scritto lo studente è presente più di una ragione.

L’ultima icona, con le tre linee graduate, ci consente di visualizzare l’esito del voto dei compagni, nel caso in cui questa funzione sia stata attivata.

Kialo-Edu e il modello dell’argomentazione

Kialo-Edu segue una struttura binaria: ogni nodo è un pro o un contro rispetto alla tesi o all’argomento che lo precede. Questa semplicità è una scelta progettuale precisa, che riflette una specifica concezione dell’argomentazione: quella del confronto dialogico tra posizioni, in cui ogni mossa consiste nell’appoggiare o nell’attaccare ciò che l’interlocutore ha detto.

Chi ha letto l’introduzione a questa sezione riconoscerà che questa struttura è più vicina alla logica informale di Walton, con la sua attenzione ai tipi di dialogo e alle mosse legittime nel confronto tra posizioni, che al modello analitico di Toulmin. Il modello di Toulmin descrive la struttura interna di un singolo argomento: claimdatawarrantbackingqualifierrebuttal. Kialo-Edu non chiede allo studente di esplicitare il warrant, né di indicare il grado di certezza della tesi, né di distinguere tra argomenti indipendenti e convergenti, ma di prendere posizione e di motivarla, in modo che altri possano rispondere. Questa distinzione ha conseguenze didattiche dirette. Kialo è lo strumento giusto se l’obiettivo è allenare la dimensione pubblica e dialogica dell’argomentazione: imparare a sostenere una posizione di fronte a obiezioni reali, a riconoscere la forza degli argomenti avversari, a non ignorare le controobiezioni. È uno strumento meno adatto quando l’obiettivo è l’analisi strutturale di un testo filosofico complesso, dove conta rendere espliciti i presupposti impliciti e distinguere con precisione i livelli dell’argomento. Per quell’uso, come vedremo, è più indicato Argdown.

Un’ultima osservazione sul rapporto tra Kialo-Edu e il pensiero critico. La struttura ad albero dello strumento rende visibile qualcosa che nell’argomentazione orale o nei social rimane invisibile: la gerarchia delle ragioni. Ogni argomento su Kialo-Edu ha un padre – la tesi o l’argomento che intende supportare o attaccare – e può avere figli, cioè argomenti che lo supportano o attaccano a loro volta. Questa struttura costringe lo studente a chiedersi continuamente: sto attaccando la tesi principale o un argomento specifico? Sto aggiungendo una ragione nuova o sto ripetendo qualcosa che è già stato detto? Sono domande che nella discussione orale in classe raramente vengono poste in modo esplicito, e che Kielo-Edu rende invece strutturalmente necessarie.

Vediamo ora come usarlo in concreto, con qualche esempio.

Kialo-Edu in classe

La prima volta che una classe usa Kielo-Edu è consigliabile che sia il docente a creare la discussione e a scegliere la tesi. Quest’ultima deve essere filosoficamente significativa ma immediatamente comprensibile, formulata in modo assertivo e genuinamente controverso, cioè tale che posizioni ragionevoli esistano su entrambi i lati. Il tema può essere ripreso dai filosofi studiati o essere legato all’attualità e alle questioni etiche e filosofiche che essa pone. In questo caso la scelta del tema richiede attenzione. Un tema troppo vicino all’esperienza personale degli studenti rischia di attivare dinamiche tribali: posizioni già formate, identità di gruppo in gioco, difficoltà a cambiare idea. Un tema troppo astratto non produce coinvolgimento genuino. La zona di equilibrio è quella delle questioni etiche reali ma non immediatamente identitarie: l’obbligo vaccinale, la pena di morte, il reddito universale di base, la leva militare obbligatoria, l’eutanasia, la responsabilità morale dell’intelligenza artificiale.

Prima di lavorare su Kielo-Edu, può essere utile dedicare del tempo in classe a costruire una mappa argomentativa analogica sulla lavagna: tesi al centro con alcuni pro e contro identificati collettivamente. Questo separa l’apprendimento del metodo dall’apprendimento dello strumento e fornisce agli studenti un punto di partenza quando accedono alla piattaforma.

La consegna individuale può essere semplice: ciascuno inserisce almeno due argomenti (uno pro e uno contro, oppure due dallo stesso lato con motivazioni diverse) e risponde ad almeno un argomento già presente. Il docente segue la discussione in tempo reale o in differita, usando la funzione di feedback per segnalare argomenti non supportati, poco chiari o duplicati, senza correggere il contenuto, ma orientando la qualità argomentativa.

La valutazione non riguarderà la posizione assunta, ma la qualità della motivazione. L’argomento è pertinente alla tesi? È supportato da qualcosa (un esempio, un riferimento al testo, un principio esplicitato)? Risponde davvero all’argomento che intende attaccare?

L'analisi di un testo filosofico è un uso di Kialo-Edu più avanzato e presuppone che la classe abbia già lavorato sull’analisi argomentativa di testi, ad esempio con l’esercizio sul Critone proposto nell’introduzione. L’obiettivo non è discutere liberamente una tesi, ma ricostruire collettivamente la struttura argomentativa di un testo già letto. In questo caso il docente crea una discussione su Kialo-Edu la cui tesi coincide con la tesi principale del testo analizzato. Gli studenti, lavorando sul testo, inseriscono come argomenti pro le ragioni che l’autore porta a sostegno della sua tesi, e come argomenti contro le obiezioni che l’autore anticipa o che emergono dall’analisi critica. Le prove testuali, come citazioni e riferimenti a passi specifici, vanno inserite come motivazione degli argomenti, non come argomenti autonomi.

Questo uso ha un effetto che la lettura individuale non produce: rendere visibile il disaccordo interpretativo. Due studenti che hanno letto lo stesso testo possono formulare lo stesso argomento in modo diverso, o collocarlo in punti diversi dell’albero. Ne emerge una discussione – perché questo è un pro e non un contro? questo argomento attacca la tesi o un argomento specifico? – che ha un autentico carattere filosofico.