Guida al Markdown

Guida al Markdown

Stile del testo

È possibile formattare il testo utilizzando asterischi o, in alternativa, trattini bassi. Con un asterisco o un trattino bassi possiamo ottenere del testo in corsivo: *testo* oppure _testo_ per ottenere testo. Per il grassetto usiamo due asterischi o due trattini bassi: **testo** o __testo__ per ottenere testo. Nel caso in cui volessimo un testo al tempo stesso in grassetto e in corsivo, possiamo usare tre asterischi o tre trattini bassi: ***testo*** o ___testo___ per ottenere testo. È inoltre possibile ottenere del testo barrato con due tilde: ~~testo~~.

Paragrafo

Per creare un nuovo blocco di testo è sufficiente lasciare una riga vuota. In questo caso si crea uno spazio tra i due blocchi. Se si desidera invece andare a capo senza che venga creato alcuno spazio, occorre digitare due volte uno spazio alla fine della riga.

Intestazioni

Le intestazioni vengono create usando il cancelletto (#). Un solo cancelletto genera l’intestazione di primo livello, ossia il titolo generale; due cancelletti si usano per il titolo del paragrafo, tre per il titolo del sottoparagrafo e così via.

# Titolo di livello 1
## Titolo di livello 2
### Titolo di livello 3
#### Titolo di livello 4
##### Titolo di livello 5

Citazioni

Per creare una citazione rientrata si usa il carattere >, che può essere posizionato solo davanti alla prima riga della citazione (in questo caso usando una riga vuota alla fine della citazione) o davanti ad ogni riga.

>Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit.
Donec id cursus massa. Curabitur vel lectus a arcu 
dignissim auctor. Aenean tempus libero sit amet ligula
faucibus sagittis. Nulla porta aliquam blandit. 

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipiscing elit. Donec id cursus massa. Curabitur vel lectus a arcu dignissim auctor. Aenean tempus libero sit amet ligula faucibus sagittis. Nulla porta aliquam blandit.

Elenchi

Per ottenere un elenco puntato è possibile usare indifferentemente i segni +- o *. Per ottenere un sotto-elemento si usa l’indentazione:

- Primo elemento
  - Sotto-elemento A
  - Sotto-elemento B
- Secondo elemento

Per ottenere degli elenchi numerati si usa un numero seguito da un punto. Anche in questo caso è possibile creare sotto-elementi ricorrendo all’indentazione. Inoltre è possibile inserire una lista puntata come sotto-elemento:

1. Primo argomento
   1.1 Sotto-punto A
   1.2 Sotto-punto B
2. Secondo argomento
   - Primo punto
   - Secondo punto

Per inserire un’immagine si usa un punto esclamativo, seguito dalla descrizione dell’immagine tra parentesi quadre (che possono anche essere lasciate vuote) e tra parentesi tonde il percorso dell’immagine. Ad esempio:

![Descrizione](../cartella_sopra/foto.jpg)

Per creare un link si inserisce il testo del link (la parola che verrà cliccata) tra parentesi quadre, seguire con la destinazione tra parentesi tonde:

[Link](https://www.esempio.com/).

Tabelle

In Markdown le tabelle si creano usando barre verticali e trattini. L’intestazione viene creata definendo le colonne e separandole con la barra verticale:

| Colonna A | Colonna B | Colonna C |

Segue una riga di separazione. Si usano i trattini - per indicare la riga e i due punti : per definire l’allineamento: :--- per l’allineamento a sinistra, :---: per l’allineamento centrato e ---: per l’allineamento a destra.

| :--- | :---: | ---: |

Segue il corpo della tabella, ossia le righe successive che contengono i dati, strutturate esattamente come l’intestazione.

Questa è la tabella intera:


| Colonna A | Colonna B | Colonna C |
| :--- | :---: | ---: |
| Elemento 1 | Dato | Dato |
| Elemento 2 | Dato | Dato |

Il risultato è il seguente:

Colonna A Colonna B Colonna C
Elemento 1 Dato Dato
Elemento 2 Dato Dato

Codice

Nel caso in cui vi sia bisogno di citare del codice, si fa ricorso al backtick, noto anche come accento grave (). Per far comparire il carattere sulla tastiera italiana occorre tener premuto il tasto Alt, digitare 96 sul tastierino numerico a destra e quindi rilascia il tasto Alt.

Un backtick singolo, all’inizio e alla fine, si usa per una parola o un frammento di codice all’interno di una frase. Per citare un blocco di codice su più linee si usano tre backtick () all’inizio e alla fine del blocco.

Il simbolo backslash (\) serve come carattere di escape. La sua funzione principale è quella di annullare il significato speciale che Markdown assegna ad alcuni caratteri, permettendoti di visualizzarli come semplice testo. Come abbiamo visto, usando un asterisco prima e dopo una parola, la formatteremo in corsivo. Può essere però che si voglia scrivere la parola con i due esterischi. In questo caso si scriverà \*parola\* per ottenere *parola*.

Programmi

È possibile scrivere in Markdown con qualsiasi editor di testo semplice, compreso il Blocco Note di Windows: è sufficiente creare un file in formato .md. In pratica, però, un editor pensato per Markdown rende il lavoro molto più fluido, perché mostra immediatamente il risultato della formattazione e riduce gli errori di sintassi. Usare Markdown ha tra gli altri il vantaggio di poter usare diversi strumenti gratuiti e multipiattaforma. Ne segnalo tre, tutti gratuiti e multipiattaforma, adatti a chi non ha esperienza pregressa con ambienti di sviluppo.

Zettlr (https://www.zettlr.com/) è un programma gratuito e opensource* che nasce esplicitamente per la scrittura accademica e la gestione di note collegate. Supporta le citazioni bibliografiche in formato standard, gestisce cartelle di file Markdown come progetti, e ha un’interfaccia pulita. È particolarmente adatto per chi voglia relizzare uno Zettelkasten digitale.

Marktext (https://marktext.me/) è un editor wysiwyg* particolarmente indicato per chi vuole avvicinarsi a Markdown senza dover imparare la sintassi in modo esplicito: si digita come in un elaboratore di testo normale e la formattazione si applica in tempo reale.

Typora (https://typora.io/) merita una menzione per la sua interfaccia particolarmente curata e per la diffusione nella comunità accademica internazionale. A differenza dei precedenti non è opensource* ed è disponibile a pagamento, ma con una licenza una tantum dal costo contenuto.

Per chi ha bisogno di scrivere anche da smartphone o tablet, la scelta più coerente con i criteri di questo manuale è Joplin (https://joplinapp.org/), un’app gratuita e opensource*, disponibile per Android e iOS oltre che per i principali sistemi operativi desktop. Le note sono scritte in Markdown, organizzate in taccuini e sincronizzabili con servizi cloud a scelta dell’utente – Dropbox, OneDrive o un server Nextcloud – senza dipendenza da piattaforme proprietarie. L’interfaccia non è wysiwyg*, il che significa che la sintassi Markdown rimane visibile durante la scrittura: un piccolo svantaggio per chi è agli inizi, compensato dalla piena libertà sui propri dati. Chi preferisce un’esperienza più rifinita e non ha difficoltà con un acquisto una tantum può apprezzare per l’interfaccia pulita iA Writer (https://ia.net/writer/it), disponibile per iOS e Android oltre che per desktop.